mercoledì, 10 maggio 2006

L’articolo del Socci esordisce con una domanda.

Il partito cristiano potrebbe venire alla luce veramente o è un’ipotesi del tutto accademica?

La risposta a questa domanda e’, a mio avviso, contenuta nella domanda stessa, quando Socci parla di esercizio accademico. Ed e’ cosi’ per due motivi.

Primo. Il mondo cattolico e’ una galassia. Ci sono cattolici che votano PRC (comunisti  duri e puri), e cattolici che votano La Mussolini e Fiamma Tricolore (fascisti duri e puri).

In entrambi gli schieramenti il mondo cattolico e’ ampiamente rappresentato. Parlare, quindi di partito cattolico quando si ha una presenza trasversale nei due schieramenti e’ privo di senso.

Secondo. Il bipolarismo e’ ormai per l’Italia un fatto consolidato. Non e’ realistico parlare di un polo cattolico/centrista. Vorrebbe dire tornare indietro di 15 anni.

Dubito che agli italiani questa prospettiva possa risultare accettabile.

 

Socci sostiene che Prodi e la coalizione di centrosinistra se ne infischiano di unire il paese ma vogliono solo tenere insieme l’armata Brancaleone.

In questa tesi e’ sottinteso che il paese sia spaccato.

Se si vive in un paese in cui l’assetto politico e’ (di fatto) bipolare qualcuno vorrebbe essere cosi’ gentile da spiegarmi come e’ possibile che l’Italia non sia divisa in due?

 

Socci sostiene che con il centrodestra le posizioni cattoliche sono state fortemente tutelate.

Non si puo’ non concordare sull’analisi.

Il punto e’ che si e’ trattato di un semplice do ut des alle elezioni del 2001. Elezioni nelle quali l’accordo tra Letta e Sodano, che garantiva l’appoggio delle chiesa a Berlusconi, ha avuto una serie di contropartite. Per esempio una legge 40 che fa ridere i polli (impone alla donna di ricevere tutti gli embrioni pena l’arresto e la carcerazione, non permette alcuna analisi preimpianto, abolisce la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali), l’esenzione ICI a tutte le attivita’ della chiesa che viola i piu’ elementari principi di concorrenza (e secondo alcuni esperti anche il Concordato). I finanziamenti piu’ svariati alle attivita’ della chiesa. Il non riconoscimento delle coppie di fatto omo e eterosessuali, tra le altre cose contravvenendo ad una precisa direttiva della Comunita’ Europea in questo senso. Direttiva cui, in modi e tempi diversi, tutti i paesi della CEE si sono adeguati, tranne Italia e Grecia. Gli insegnati di religione sono gli unici per i quali il precariato sia stato abolito (e non si capisce bene il perche’)

 

Socci elenca una serie di risultati a tutela della dottrina della chiesa. Cita, per esempio, il divorzio sprint sul quale vorrei spendere due parole per evidenziare quanto sia grossolanamente contraddittoria la politica della cdl.

In linea generale la concezione della cdl era improntata ad uno stato piu’ leggero e meno invadente nelle dinamiche della societa’ e della vita privata del cittadino.

Uno stato, cioe’, non vessatorio, ma al servizio del cittadino. Cosa di cui soprattutto FI (probabilmente a ragione) si e’ sempre vantata.

Vi sono, tuttavia, alcuni casi in cui questo essere liberal, non si puo’ dire abbia fallito. Peggio. Lo stato ha mantenuto un pugno opprimente sui cittadini senza alcuna, giustificazione.

Mi riferisco a quell’insieme di norme e regole che riguardano la sfera privata del cittadino, nel quale uno stato davvero liberale dovrebbe, con le sue norme, ficcare il naso il meno possibile. Il divorzio, quando sia consensuale e non coinvolga figli, rientra proprio in questa casistica. Perche’ la separazione deve durare tre anni? E’ un’inutile malvessazione.

 

Socci sposa la tesi dell’Italia, come avanguardia del processo di ricristianizzazione dell’Europa. Tesi condivisibile, che, ovviamente, mi trova esattamente sul fronte opposto. Tutti i segnali in Europa in effetti vanno in senso contrario. Solo in Italia e’ rilevabile una certa tenuta. Non so quanto durera’.

 

Un’altra tesi interessante contenuta nell’articolo e’ la durata, supposta breve del governo Prodinotti, cosi’ come letteralmente chiamato.

Su questo punto non scommetterei grosse cifre. Un conto e’ non portare a termine naturale la legislatura altro sono elezioni anticipate.

Personalmente credo (anzi sono sicuro) che se dovesse cadere il governo Prodi non si andrebbe alle elezioni, ma si procederebbe ad un nuovo governo, e non l’inciucio. Cosa auspicata da Socci. A maggior ragione ora che c’e’ ormai un’asse di ferro con Bertinotti, Marini e ora Napolitano al Quirinale.

 

Socci ci fa dono poi di una vera chicca quando sostiene che il partito cattolico esiste gia’ ed e’ il centrodestra. Lo inviterei ad esaminare con occhio piu’ attento quanto segue:

la Lega e’ forse l’ultimo vero partito di mangiapreti.

Fini e la posizione sul referendum per la fecondazione assistita,

Le dichiarazioni di tutti i leader della cdl in merito alla legge 194

 

In sistesi. Anche in questo articolo il Nostro dimostra un approccio ideologico alla realta’. Un approccio che non parte, cioe’, da un’analisi dei bisogni concreti della gente ma da una visione, per cosi’ dire, dottrinale della realta’.

postato da: GiovanniRibisi alle ore 14:11 | Permalink | commenti
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martedì, 09 maggio 2006

- Va riconosciuto a Socci (Il Giornale 2 Marzo 2006) il merito, per primo, di aver chiarito cio' che un certo tipo di mondo politico cattolico non ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente per timore di un contraccolpo di impopolarita’ dato l’ampio consenso di cui gode presso gli italiani le legge 194.

Dichiarare cioe' che la legge194 e' un male intrinseco. Che dovrebbe essere abolita, e che l'aborto, conseguentemente, dovrebbe tornare ad essere clandestino. Cosi' come vuole la dottrina della chiesa. E muoiano Sansone e tutti i Filistei.

1)Socci parla di lieve diminuzione degli aborti in Italia.

Dipendentemente dal tipo di metrica adottata, la percentuale varia da un -43% ad un -48% (fonti ISTAT e Istituto Sup. di Sanita').

Ora, supponiamo che attraverso una legge, sia possibile, per esempio, far affiorare il sommerso in Italia del 43%. Credo che questo valore verrebbe salutato indistintamente come un successo (anche da Bertinotti credo).

Mi domando: perche' nel caso dell'economia il valore sarebbe positivo e nel caso dell'aborto no lo e'?

 

2) Socci afferma che l'Italia e' l'unico paese occidentale in cui si e' verificata la diminuzione di aborti.

Dimostra, in questo modo, scarsa informazione, o peggio, malafede.

Se il Socci si fosse dato la pena di esaminare i dati (sempre di fonte ISTAT, Istituto Sup. di Sanita' e dati della Comunita' Europea disponibili su Internet) avrebbe, per esempio, scoperto che i paesi occidentali dove il tasso di aborto e' piu' basso e dove la diminuzione nel tempo e' stata piu' sensibile, sono i paesi del Nord Europa.

Specificatamente Danimarca, Olanda, Norvegia e Finlandia. (I paesi con tasso piu' alto sono quelli dell'ex blocco sovietico e gli Stati Uniti)

 

3) Socci sostiene che tutto si puo' dire della 194, tranne che abbia contribuito alla diminuzione degli aborti. La tesi mi pare perlomeno ardita.

In primo luogo perche' la diminuzione e' oggettiva.
In secondo luogo perche' essendo l'aborto, prima della 194, clandestino e' impossibile avere dati certi.

Anche qui, ci aiutano le fonti citate in precedenza che stimano, ex ante 194, il numero di aborti clandestini in Italia tra 100.000 e 150.000 all'anno. A questi, pero', (e il Socci dimostra di nuovo scarsa informazione o malafede) vanno aggiunti gli aborti che clandestini non erano. Quelli, cioe', fatti da italiane nelle cliniche estere e sui quali e' impossibile avere dati attendibili.

 

4) Socci afferma che il merito della diminuzione degli aborti e' da ricercarsi nella capacita' delle famiglie italiane all'educazione alla vita.

Sono un po' perplesso. Vorrei che qualcuno mi spiegasse (se la tesi del Socci e' vera) il significato dell'appello del movimento di Comunione e Liberazione che denuncia, con toni drammatici, come da vent'anni a questa parte sia vero l'esatto contrario.

 

5) Socci sostiene che la legge 194 e' una legge abortista.  Anche questa tesi mi pare discutibile.

Legalizza l'aborto fissando, contemporaneamente, paletti molto precisi. (p.e. solo nei primi 3 mesi, solo in strutture pubbliche, solo dopo una settimana dal colloquio nel consultorio famigliare etc.). Paletti che non esisterebbero se l'aborto fosse clandestino.

Inoltre (e qui credo sia importante l'estrazione non scientifica di Socci), se si vuole combattere efficacemente un fenomeno bisogna conoscerlo.

Con l'abolizione della legge 194 si tornerebbe semplicemente alla clandestinita', con un risultato potenzialmente catastrofico perche' se ne perderebbe il controllo.

Ci vuole poca fantasia, credo, per immaginare che sorgerebbero come funghi cliniche private gestite da medici che oggi si dichiarano obiettori solo perche' sperano che l'aborto diventi illegale (creando, quindi, i presupposti di un mercato redditizio per loro).

Cliniche nelle quali le donne andrebbero ad abortire per qualche centinaio di euro con la RU 486 (magari importata illegalmente da qualche organizzazione criminale).

Cliniche dalle quali, dopo l'aborto, uscirebbero con un certificato ineccepibile ed inattaccabile di "cure per aborto spontaneo". E, con la cronica incapacita' di controllo, che ci e' universalmente riconosciuta, tutto cio' continuerebbe allegramente nell'indifferenza generale .

Ci vuole poca fantasia ad immaginare che appena oltre le sbarre dei nostri confini sorgerebbero cliniche abortiste di fatto riservate alle italiane. (Il progetto delle centrali nucleari francesi Super-Phoenix docet....).

Giovanni

postato da: GiovanniRibisi alle ore 13:24 | Permalink | commenti
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